E continuerà a far male”. Con questa semplice affermazione, io avevo chiarito la sua paura,
confermando il suo giudizio con intelligenza e di essere d’accordo con lui,
poiché in quel momento egli prevedeva per se stesso un’intera vita di angoscia e sofferenza.
Fase seguente per lui e per me consistette nel dichiarare,
mentre Robert tirava di nuovo : “E tu vuoi veramente che smetta di farti male”.
Ancora una volta eravamo perfettamente d’accordo, e lui si sentì rinsaldato e incoraggiato in tale desiderio.
Ed era il suo desiderio, che derivava interamente da lui e costituiva la sua esigenza urgente.
Definita in tal modo la situazione, potei allora avanzare una suggestione, con una certa sicurezza che venisse accettata.
La suggestione fu: “Forse smetterà di far male tra un po’, tra un minuto o due”.
Era una suggestione in piena armonia con le sue esigenze e i suoi desideri e, poiché era qualificata da “forse”,
non contraddiceva la sua visione della situazione. Perciò poteva accettare l’idea e incominciare a reagire ad essa.»